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le cellule staminali

cosa sono e dove si trovano



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che cosa sono?

Le cellule staminali sono cellule “non differenziate” o “non specializzate”, ossia cellule che nell’organismo non svolgono nessuna attività specifica, a differenza, ad esempio, delle cellule della cute o del fegato.

Sono però in grado, se opportunamente stimolate, di moltiplicarsi e di differenziare in altri tipi cellulari specializzati, sostituendo in tal modo cellule danneggiate o invecchiate.

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che caratteristiche hanno?

Per poter essere definita come “staminale”, una cellula deve avere le seguenti caratteristiche:

- autoreplicarsi, ossia dividersi, se opportunamente stimolata, generando una cellula che rimane cellula staminale, e che può quindi nuovamente dividersi, ed una cellula che invece va incontro a differenziamento in un tipo cellulare specializzato;

- differenziare, ossia dare origine, dopo la divisione, ad un tipo cellulare differenziato (ad esempio una cellula della cute, del fegato o del sangue).

di quanti tipi sono?

In base alla loro origine, le cellule staminali possono essere classificate in:

cellule staminali embrionali, il cui isolamento comporta la distruzione di un embrione ed il cui uso a scopo terapeutico è vietato in Italia;
cellule staminali somatiche adulte, che sono reperibili nell’organismo dopo lo stadio embrionale e possono essere ottenute dall’ organismo dopo la nascita, senza problematiche etiche o religiose;

In base alla capacità di differenziare in cellule specializzate, le cellule staminali possono essere inoltre classificate in:

cellule totipotenti, in grado di differenziare in tutti i tessuti, compresi gli annessi embrionali;
cellule pluripotenti, in grado di differenziare in tutti i tessuti adulti, ma non negli annessi embrionali;
cellule multipotenti, in grado di differenziare in diversi tipi di cellule di uno specifico tessuto adulto;
cellule unipotenti, in grado di differenziare in un unico tipo di cellula adulta.

perchè sono importanti?

Al contrario delle cellule staminali embrionali, le cellule staminali adulte sono largamente utilizzate da tempo in terapia, soprattutto per il trattamento di patologie a carico del sistema ematopoietico.

Per le loro peculiari caratteristiche, infatti, le cellule staminali sono in grado, in determinate patologie, di sostituire le cellule malate o di limitare il danno a carico di un tessuto.
Le fonti più comuni di cellule staminali attualmente utilizzate in terapia sono il midollo osseo, il sangue circolante ed il sangue ottenuto dal cordone ombelicale, ossia il sangue cordonale.
Attualmente, sono in fase di studio nuove fonti di cellule staminali, quali il tessuto adiposo, la cute o i tessuti placentari (amnion e chorion).

il sangue cordonale

Il sangue cordonale è quel quantitativo di sangue che rimane normalmente all’interno del cordone ombelicale dopo la nascita del bambino e che nella stragrande maggioranza dei casi viene semplicemente eliminato insieme al cordone. A partire dal 1974, i ricercatori hanno scoperto che nel sangue cordonale sono presenti, oltre alle normali cellule del sangue, cellule staminali che, in base alle due classificazioni riportate alla pagina "Cellule Staminali", possono essere definite come cellule staminali somatiche adulte di tipo multipotente ed unipotente. Per questo motivo, il sangue cordonale deve essere visto come una fonte di cellule staminali utilizzabili in terapia, e non come un semplice rifiuto della sala parto.

Il prelievo, la conservazione e l’utilizzo a fine terapeutico delle cellule staminali ottenute dal sangue cordonale non pongono problematiche di carattere etico- legale o religioso (poiché sono staminali somatiche adulte) ed inoltre queste cellule sono in grado di differenziare in diversi tipi di cellule specializzate (poiché sono cellule multipotenti).

Più in dettaglio, le cellule staminali contenute nel sangue cordonale appartengono a tre diverse popolazioni principali:

Cellule staminali ematopoietiche (HSC), in grado di dare origine agli elementi caratteristici del sangue, quindi globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.
Cellule staminali mesenchimali (MSC), in grado di dare origine a cartilagine, osso, muscolo, adipe.
Cellule progenitrici endoteliali (EPC), in grado di dare origine alle cellule che rivestono l’epitelio dei vasi sanguigni.

Più recentemente sono state inoltre identificate nel sangue cordonale almeno altre tre popolazioni cellulari:

Cellule staminali embrionic-like, ossia cellule simil embrionali.
Cellule staminali VSEL, ossia “very small embrionic-like”
Cellule USSC, ossia “unrestricted somatic stem cells”

La presenza di diverse popolazioni di cellule staminali nel sangue cordonale è particolarmente importante perché ogni popolazione cellulare può avere un potenziale terapeutico differente, ossia può essere utilizzata per trattare patologie differenti o per diversi approcci terapeutici. Al momento, le due popolazioni più note, più studiate ed utilizzate in terapia sono rappresentate dalle cellule staminali ematopoietiche e dalle cellule staminali mesenchimali.

il tessuto cordonale

In aggiunta alla conservazione del sangue cordonale, è possibile scegliere di conservare anche il tessuto cordonale. Il tessuto del cordone ombelicale, o meglio la sua porzione definita “gelatina di Wharton” all’interno della quale scorrono i vasi del cordone, è infatti una fonte importante di cellule staminali mesenchimali (MSC), ed in particolare di cellule staminali mesenchimali stromali.

Le cellule staminali mesenchimali sono presenti anche nel sangue cordonale, ma sono molto più abbondanti nel tessuto cordonale.

Diversi studi, molti dei quali ancora in corso, suggeriscono che le cellule staminali mesenchimali abbiano la capacità di riparare tessuti danneggiati e di differenziare in diversi tipi di tessuti tra cui l’osso, il tendine, il muscolo ed il nervo periferico.

La speranza della comunità scientifica è che tali cellule possano avere, in futuro, un ruolo importante nel trattamento di diverse patologie, tra cui patologie autoimmuni e degenerative (sclerosi multipla, diabete di tipo 1, infarto del miocardio, paralisi cerebrale infantile, patologie a carico delle cartilagini, etc.)

Tuttavia, deve essere precisato che gli studi clinici sono ancora in corso e non esistono terapie consolidate, di routine, utilizzabili alla data attuale.

Considerato il potenziale utilizzo futuro, molti clienti scelgono comunque di conservare oggi queste cellule, in quanto ciò significa consentire al bambino una eventuale possibilità di utilizzo autologo in futuro. In questo caso, il tessuto cordonale raccolto al momento del parto viene preparato e processato per la conservazione a lungo termine. Il tessuto viene quindi congelato restando a disposizione per il futuro isolamento delle cellule staminali mesenchimali in caso di necessità

Ad oggi in Italia non esiste una legge che regoli l’esportazione del tessuto cordonale e, pertanto, è bene informarsi presso la struttura ove avverrà il parto in modo da essere certi che effettuino tale raccolta.

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data ultima modifica: 22/10/2018
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